Il Progetto Annibalico della Federazione EVROPANTIQVA è perfettamente integrato nell’ambito rievocativo celtico, in virtù della massiccia presenza gallica all’interno delle truppe cartaginesi durante la Seconda Guerra Punica.
Un esercito multietnico, composto per una grande percentuale da mercenari gallici, quello di Cartagine fu uno dei pochi in grado di far tremare Roma. Eredi della cultura fenicia, imbevuti di ellenismo, i Cartaginesi si batterono strenuamente contro i Romani per il controllo del Bacino Mediterraneo.
La ricostruzione delle panoplie puniche di III-II secolo a.C., accompagnata da un corrispettivo apporto didattico, arricchisce la nostra offerta ponendoci in grado di rievocare alcuni degli eventi storici più importanti della nostra penisola, quali l’impresa di Annibale e le cruciali battaglie del Ticino, della Trebbia, del Trasimeno, di Canne e del Metauro.
Il cimentarsi con la rievocazione Cartaginese offre inoltre l’approfondimento dello studio della situazione geopolitica del Bacino Mediterraneo in epoca romana.
Cartaginesi
Anche se la maggioranza delle truppe degli eserciti cartaginesi era composta da mercenari e da contingenti forniti da nazioni clienti o alleate, una parte dei soldati era reclutata direttamente tra la popolazione punica. Se gli alti ufficiali provenivano dalle più rinomate famiglie di Cartagine, di origine fenicia, il grosso dei soldati erano i cosiddetti “Libofenici“, i figli di coppie miste libiche e fenice, ma anche Fenici delle colonie minori del Nord Africa o Libici dell’entroterra agricolo, popolani di origine greca, etrusca, lucana, bruzia, elima, sarda o iberica inseriti ed integrati culturalmente e giuridicamente nello stato cartaginese.
In particolare, i Punici all’interno dell’esercito di Asdrubale appaiono a tratti non nettamente distinti dagli Ispanici, lasciando supporre che fossero soldati originari di Cartagena e delle altre colonie spagnole, che i classici indicavano col nome di Blastofenici o Bastulopunici.
Balearici
Gli indigeni delle Isole Baleari, probabilmente affini ai Balàri della Sardegna nuragica, erano tra i fanti leggeri più famosi, temuti e soprattutto richiesti in tutto il Mediterraneo antico.
Celebre sopra ogni cosa è la loro abilità nell’uso della frombola, ricordata da diversi autori, come Diodoro Siculo, Ovidio, Silio Italico e Strabone.
Le potenzialità dei reparti di frombolieri delle Baleari furono presto intuite dagli eserciti cartaginesi, che già a partire dal VI secolo a.C. iniziarono a reclutarne in gran numero: sono quindi menzionati tra le fila puniche sia durante le lo guerre siceliote che nei successivi eventi legati ai noti conflitti tra Cartagine e Roma.
Ben 2000 frombolieri balearici vennero assoldati dai generali cartaginesi per conto di Annibale, che li aveva esplicitamente richiesti.
Iberici
La Spagna dell’Età del Ferro si presenta come un mosaico di popoli dalle origini diverse. Tra questi svettano gli Iberici, genti pre-indeuropee che abitavano la parte meridionale e orientale della penisola.
Interessati già dal VIII secolo a.C. da influssi fenici, gli Iberici entrarono velocemente in contatto con la cultura cartaginese, dalla quale furono influenzati in misura differente a seconda delle diverse tribù, divenute oggetto di una penetrazione fenicio-punica più o meno determinante.
A seguito delle conquiste iberiche di Amilcare Barca e Asdrubale il Bello, molte nazioni iberiche entrarono a far parte del potentato cartaginese che si era creato in Spagna, alcune in qualità di suddite, altre di alleate.